La "poetica di scarto" dei mandarini▐ Il delitto Bergamini 2



Uh.NoirIl delitto Bergamini 2


L’incidente nel campo del Desiderio nel distaccamento pretorile del Pio Ciabattino!
A un certo punto saltò fuori che la zia della ragazza, interpellata a Torino, si rivolse ai Radicali per farla abortire[i], era tutta imperniata la faccenda, la testimonianza, il pettegolezzo, la diceria, sull’aborto fatto a Londra, che non solo non ha il fiume Po e nemmeno i Murazzi: comunque questo è il campo del Bisogno, stando a quanto scrisse Barthes su Fourier: il campo del Bisogno è il Politico; il campo del Desiderio Fourier lo chiamava il Domestico . Scrisse Roland Barthes: “Fourier ha scelto il Domestico contro il Politico, ha edificato un’utopia domestica(ma può essere altro un’utopia? Può mai un’utopia essere politica? Non è la politica tutti i linguaggi meno uno, quello del Desiderio? Nel maggio 1968, fu proposto a uno dei gruppi che spontaneamente si costituivano alla Sorbonne, di studiare l’Utopia domestica – evidentemente si pensava a Fourier_; a ciò fu risposto che l’espressione era troppo “ricercata”,quindi “borghese”; il politico è ciò che preclude il desiderio, salvo non vi rientri sotto forma di nevrosi: la nevrosi politica, o più esattamente: la nevrosi di politicizzazione)”[ii]. Il Politico, senza conoscere la zia della ragazza del povero calciatore del Cosenza, in qualche modo, per via di quei Radicali, entrò nella mia vita sempre per via della mitica, per alcuni versi mitologica, Procura del distretto territoriale del  Pollino e dell’Alto Ionio, un po’ dopo il 68, e fosse stato per il 69 non ci sarebbe entrata: negli anni Settanta, dentro gli anni di piombo, fui l’unico, non affiliato ai Radicali come gruppo o partito, a essere perseguito per aver sottoscritto l’autodenuncia dell’aborto per la campagna che, poi, portò alla 194 del 1978[iii], che era anche l’anno della 392, la legge dell’equo canone che si applicava solo per i dirigenti di Partito, i magistrati, e gli affiliati ai vari gruppi  consortili della mattoneria e delle commissioni tributarie. Dunque, il Politico radicale, volle dire la zia, e il Domestico che guarda che, nelle condizioni ambientali ed economiche del poeta saraceno, poteva cozzare contro obblighi profilattici impossibili ma che, dopo che c’era la 194, e in condizioni ambientali ed economiche meno legate al bisogno e al Pil da terzo mondo, ha utensili e modi profilattici più consoni e funzionali all’eudemonismo radicale del Domestico, anche a Cosenza. La sensualità fourierista, è sempre Barthes a dirlo[iv], è soprattutto orale, il che, a conti fatti, eviterebbe anche il ricorso al Politico radicale, che è il campo del Bisogno, ma non è detto che uno si accontenti di pere, limonate, composte, meloni e mirlitons, come pare che facesse l’utopista francese nel XIX secolo. Certo è che la ragazza, per quanto possa essere sistematica e, ipoteticamente, anche amante del couscous rancido, se non della cipolla di Tropea e il tonno Callipo, non è mai tutta dentro la felicità positiva che è il piacere fourierista, che non si compenetra di alcun male, non integra la vessazione, alla maniera sadiana, al contrario ha il discorso della benevolenza generale, e per di più quella ragazza non era nemmeno un po’ neanche nel Desiderio del Domestico, a conti fatti nessuna ragazza che ha la sua pubertà nel Domestico della Calabria, anche della cosiddetta “Calabria felice” di quel decennio dell’edonismo reaganiano e della creazione dell’Aids, potrebbe mai avere come schema verbale della sua crescita il desiderare troppo che è  nel piacere che non ha misura di matrice fourierista. La nevrosi politica, quando il desiderio è precluso, è una sorta di decorazione della santità amorosa, vale a dire della prostituzione generale, per via della redenzione di chi “ama” con le operazioni annesse al denaro, almeno in quella che Fourier chiama la Civiltà: così se avviene che un calciatore, per quanto sia relativamente, come Seneca, e in misura sostanzialmente ridotta stando anche alla serie in cui viene a giocarsela e a godersela la stagione dell’ Utopia domestica, “l’uomo dai quattro milioni di sesterzi”[v], volga la lode in disprezzo affermando, come se fosse un fourierista convinto: “le nozze sono una cerimonia ridicola”[vi],
nella cosiddetta Civiltà e finanche sulla Statale 106 in località della Monaca nell’agro di Roseto Capo Spulico, non c’è motivo per rallegrarsi, anche perché, come ha detto la zia che è a Torino, se il Politico è ciò che preclude il desiderio, il Politico di matrice radicale deve ristabilire la misura del necessario sensuale cosicché il sentimento(della ragazza e del giocatore) venga di nuovo a elevarsi. I piaceri per questo sono affari di stato, ma non gli svaghi e forse nemmeno il gioco del calcio, il calcolo del piacere pertanto è Domestico, per via del fatto che il denaro, è innegabile, più che la felicità faccia, come decorazione della santità amorosa, piuttosto il gaudio. Non scrisse Fourier stesso che, tra le specie utili, che sono quelle che non attaccano chi si immerge, resterà sicuramente il tonno[vii]? Fosse anche quello menzionato sopra, che, per quanto possa essere prelibato, è pur sempre, almeno nell’ambito della Civiltà, prodotto da chi è associato culturalmente, insieme a rettori, magistrati, economisti, amministratori e dirigenti di Equitalia e dell’Inps, ragionieri di Stato e commercialisti delle minoranze storiche medioevali e del Rinascimento, cooperativisti del Sacro Ordine dello Stretto per l’olio di Sansa e di Purtuàllë della Santa Vigna i Parrotë,  e   presidenti e amministratori delegati di enti tassatori e contemporaneamente tassati, consiglieri di Stato, arcivescovi e comandanti della Finanza, prefetti e viceministri degli Interni con il figlio addetto all’aggiunta del cognome materno, direttori dei servizi segreti  e presidenti della Corte Costituzionale e della Corte dei Conti, sindaci di Buenos Aires e di Trebisacce e segretari generali della Città del Vaticano e della Banca Popolare di Vicenza, sarti onorevoli e avvocati generali dello Stato, giuristi e bancari anche della Fiscalrassi, caporedattori di giornali di Bilderberg, a quella famosa associazione costituita da un altro zio, peraltro segnalato cosmonauta in quella Galassia del 95, attento ai meriti della nipote che, guarda te il caso, va a finire che possa sovrintendere anche alla manutenzione di quella famosa statale così tragicamente connessa all’altra nipote, che non era di certo andata a Roseto, a novembre, a immergersi nel mare di cui il poeta saraceno aveva già scritto ne La 22^ Rivoluzione Solare[viii].
(...)come se fossero le Leonidi...
Il Domestico, o meglio: quello che potrebbe essere l’Utopia domestica, nella cosiddetta Civiltà dell’edonismo reaganiano, quantunque gli interagenti del sensuale necessario fossero in Calabria, oltre che pere, mele, meloni, su strada trasporta anche mandarini, per quanto sia difficile credere che i mandarini siano visibili nel topos di Roseto C.S. il 18 novembre, come se fossero le Leonidi in cielo, che, va precisato, a quell’ora, a cielo sgombro, è sempre in direzione di Taranto che bisognava guardarle: al momento non mi va di andare a calcolare quanti quintali di mandarini trasportasse quel camion, ma è che la faccenda mi fa pensare alla poetica di scarto di Fourier, i cui emblemi sono la ciabatta, lo straccio e la fogna e che è sintetizzata da quell’episodio del Nuovo mondo amoroso in cui l’approdo dei nuovi Crociati in ciabatteria nell’Impero d’Eufrate è salutato da un magnifico fuoco d’artificio “concluso da una ciabatta fiammeggiante sotto la quale appare la scritta: viva i pii ciabattini”[ix], che, come avviene spesso in Calabria, non è detto che non abbiano estesi agrumeti ricchi di mandarini trasformati in bene delizioso per l’arte della cadenza enumerativa: “Se la Falange dell’Alto Ionio raccoglierà 1 milione e mille mandarini, ce ne saranno circa duecentomila destinati al suo consumo, 600000 all’esportazione in Emilia Romagna e 100mila di qualità inferiore o solo mille e 100 che saranno spartiti fra i cavalli, i gatti e i concimi nell’aranceto di Parrotë”. L’enumerazione è sempre un indovinello alla rovescia: che differenza c’è tra il cavallo, il gatto e il concime? Nessuna, giacché tutti e tre hanno la funzione di riassorbire i mandarini inferiori nell’aranceto che fu dei “Senza Ruota”, ovvero i Parrotë: così si costruisce la poetica di scarto, magnificata dal maestro ciabattino[x] tanto pio da poter inserire nella sua poetica di scarto anche la 194/1978 per quanto fosse stata in qualche modo formalizzata grazie all’apporto, essenziale, unico e anonimo, del poeta accatastato nel suo Stato di famiglia, la carta dell’Utopia domestica di cui ai capelloni del 68[xi].
! v.s.gaudio


[i] “Ho saputo che la zia di Isabella, sorella della madre, abitante a Torino, aveva reperito l’indirizzo di una clinica inglese anche con l’aiuto di esponenti del Partito Radicale”: Iacchite’ 12 luglio 2017 .
[ii] Roland Barthes, Il calcolo del piacere., in: Idem, Fourier, in: Idem, Sade, Fourier, Loyola, trad.it. Einaudi, Torino 1977: pag.74.
[iii] Cfr. L’aborto dei Radicali , l’autodenuncia del poeta a Torino, la Procura di Castrovillari  In memoria di Marco Pannella, in “Uh Magazine”
[iv] Ibidem: pagg.70-71.
[v] Cfr. Roland Barthes, Il denaro fa la felicità, in: Fourier, loc.cit.:pag.75.
[vi] Ivi.
[vii] Cfr. Roland Barthes, La ciabatta fiammeggiante, in: Idem, Fourier, loc.cit.: pag.81.
[viii] la costa stupenda scivolacola corone verdiscogli di Roseto su strutturaallargata che sbatte il mondolì all’orizzonte il sismasottolinea la geometriacolorata in neroè la fine, l’ultimo lampo di paradiso(sotto non sappiamo che c’è) : V.S.Gaudio, La 22^ Rivoluzione Solare, Milano 1974: pag.54-55. Che fa un po il verso al fatto che Desiderio e Bisogno si lasciano colare, come le due reti, soprapponendosi alternativamente, facessero il gioco della mano sopra laltra, anche se il rapporto fra Desiderio e Bisogno non è mai complementare ma supplementare: ognuno è il troppo dellaltro, scrisse Barthes. Il troppo è quello che non passa. Nemmeno sulla statale 106.
[ix] Cfr.Roland Barthes, loc.cit.:pag.83.
[x] D’altra parte l’incidente di cui al Domestico, fatto accadere in quell’agro denominato Roseto, afferisce alla pretura distaccata di Trebisacce, che è l’agro dei cosiddetti “Scalzacani”: l’incidentato stesso, avendo fatto dono oralmente alla ragazza della sua Macchina Formidabile, nel momento stesso della morte ne è stato privato, quindi è stato accomunato al distaccamento pretorile dei “Senza Ruota”, i cosiddetti “Scalzacani”, o anche i Parrotë. Semplice, no? Viva i pii ciabattini!In Armonia, l’aranceto del pio ciabattino non solo viene salvato, e anche i mandarini, ma quella fondamentale pretura distaccata, stante quel codice della strada, per cui, avendo smarrito il sentimento, si va da Cosenza fino a Roseto Capo Spulico  a farsi attante dell’incidente del Domestico, trovi la nomenclatura come distaccamento pretorile degli Scalzacani e dei Pii Ciabattini.
[xi] Resta nella memoria del poeta stesso quella volta alla stazione di Catanzaro Lido quando correndo lungo il treno già in movimento ci fu quel giovane compaesano, che era stato pure lui alla visita di Leva, che di finestrino in finestrino andava cercando il poeta gridando:”Capëllò! Capëllò!...”. Quel giovane, dopo, forse proprio quando il poeta partì militare e quindi non fu più capellone, ma lo si seppe nel decennio successivo, fu reso immobile, sempre per via di un “incidente” e restò così seduto, quasi assorto in una variante della malattia di Heine, sul pianerottolo di casa a osservare quotidianamente il poeta e la moglie Marisa Aino, quando uscivano di casa.