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"Anterem" 94 □ Alejandra Pizarnik e Georg Trakl

Anterem 94
È in distribuzione il numero 94 (giugno 2017) della rivista di poesia e filosofia “Anterem”.
In questo fascicolo viene dibattuto l’affascinante tema “Non c’è fine al principio”. A questo proposito, convengono al dialogo poeti e filosofi , in un succedersi avvincente di poesie e saggi.
Significativamente il numero dà evidenza alle vertiginose prose poetiche di Alejandra Pizarnik, nella traduzione di Silvia Lavina, oltre che a testi di Georg Trakl nelle inedite traduzioni di Giampiero Moretti e di Gio Batta Bucciol.
I nostri lettori troveranno alcune preziose anticipazioni sul sito:
Questo numero straordinario va richiesto alla direzione:
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Alejandra Pizarnik
El sueño de la muerte o el lugar de los cuerpos poéticos
Esta noche, dijo, desde el ocaso, me cubrían con una mortaja negra en un lecho de cedro. Me escanciaban vino azul mezclado con amargura. 
El cantar de las huestes de Ígor
Toda la noche escucho el llamamiento de la muerte, toda la noche escucho el canto de la muerte junto al río, toda la noche escucho la voz de la muerte que me llama. Y tantos sueños unidos, tantas posesiones, tantas inmersiones en mis posesiones de pequeña difunta en un jardín de ruinas y de lilas. Junto al río la muerte me llama. Desoladamente desgarrada en el corazón escucho el canto de la más pura alegría. Y es verdad que he despertado en el lugar del amor porque al oír su canto dije: es el lugar del amor. Y es verdad que he despertado en el lugar del amor porque con una sonrisa de duelo yo oí su canto y me dije: es el lugar del amor (pero tembloroso pero fosforescente). Y las danzas mecánicas de los muñecos antiguos y las desdichas heredadas y el agua veloz en círculos, por favor, no sientas miedo de decirlo: el agua veloz en círculos fugacísimos mientras en la orilla el gesto detenido de los brazos detenidos en un llamamiento al abrazo, en la nostalgia más pura, en el río, en la niebla, en el sol debilísimo filtrándose a través de la niebla. Más desde adentro: el objeto sin nombre que nace y se pulveriza en el lugar en que el silencio pesa como barras de oro y el tiempo es un viento afilado que atraviesa una grieta y es esa su sola declaración. Hablo del lugar en que se hacen – los cuerpos poéticos – como una cesta llena de cadáveres de niñas. Y es en ese lugar donde la muerte está sentada, viste un traje muy antiguo y pulsa un arpa en la orilla del río lúgubre, la muerte en un vestido rojo, la bella, la funesta, la espectral, la que toda la noche pulsó un arpa hasta que me adormecí dentro de un sueño. ¿Qué hubo en el fondo del río? 
(...)
Per Alejandra Pizarnik leggi anche $ 
Lo stile del pistrinum di V.S.Gaudio 
qui online su gaudia2.0

Per Georg Trakl, leggi anche
qui su “Uh Magazine

HIT PARADE DELLA SETTIMANA

Premio Letterario Nazionale Culdacqu'alta □

PREMIO LETTERARIO NAZIONALECULDACQU’ALTA OVVERO: LA MASCHERA E IL VOLTO di Mario Grasso Questa fedele quanto strabiliante testimonianza a mo’ di cronaca è storia. Storia della Letteratura italiana al suo prendere forma e abbrivo. I luoghi del suo teatro sono arcinoti lippis et tonsoribus, scritto in latino per scimmiare (e non scimmiottare) un dativo italiano sul calco ciabattini e barbieri. E va bene. Così bene che è il meglio tra i migliori della Patria. Lagrippassila infatti è una patriottica citt’aperta italiana a tutti i traffici universali d’ogni commercio e non le poteva essere imputata l’eccezione di non avere dalla sua anche la culla (in veneto “cula”) della Letteratura al suo farsi storia da cronaca che s’era manifestata in sua base d’autore. E, come si sa, tutto si sa. Come fin d’allora e in origine l’evangelico “Ciò che farete al buio sarà visto alla più chiara luce del giorno e quanto direte all’orecchio sarà gridato dai tetti delle case”. Quest’ultima affermazione potrebbe …

Il giorno che rapirono Emanuela Orlandi □ UH.Noir

13 giu 2017 — Il 22 Giugno 2017 saranno passati 34 dalla scomparsa di Emanuela. Non ci lasceremo mai rubare la speranza di arrivare alla Verità per darle Giustizia. Grazie anche alla Questura di Roma avremo uno spazio importante per poter ricordare Emanuela. Ci incontreremo, per chi vorrà e potrà venire, giovedì 22 Giugno in Piazza Giovanni XXIII dalle 17.30 alle 20.00 portando con voi un'immagine di Emanuela o qualunque cosa possa ricordarla. Grazie a tutti voi per la vostra continua vicinanza e solidarietà. Un abbraccio, Pietro.






IL 22 GIUGNO 1983 □ Il giorno che rapirono Emanuela era venuta l’estate il giorno prima non mi arrivò quel giorno niente per via postale, solo l’avviso di pagamento dalla Cassa di Risparmio di Calabria e Lucania per il n.4 di “astra” per la rubrica di mia moglie, Marisa Aino[i], e in edicola c’era già l’”astra” di luglio con un mio test sulla coppia e un altro sul segno del mese[ii], e a pensarci adesso il giorno prima mi era arrivato il “Topolino” quello con data 19 giugno 1…

Il Kamasutra equino di Giovanna I d'Angiò

DRUUNA E IL CULO DI GNESA

LA REGINAZOOFILA Il Kamasutra equino di Giovanna I d’Angiò
Giovanna I d’Angiò visse nel 1300 e fu una grande ninfomane: si sa che ebbe quattro mariti e infiniti amanti istantanei e a lunga durata. A prevalente erotismo sadico, il suo bisogno pulsionale era caratterizzato dallo spirito d’iniziativa freddo, sicuro e brutale: se uno le piaceva, con la capacità di orientamento tipica di chi tende al sadismo, senza preliminari e abolendo ogni lungaggine deduttiva, ci andava a letto, facendosi ingroppare a più non posso. Posseduto l’assatanato e sedotto suddito, portatolo all’acme del piacere del fottere, lo fotteva definitivamente gettandolo nelle acque tirreniche del mare di Amantea. In modo che non si sapesse nel mondo che la regina Giovanna era una privata peccatrice, una baldracca dal pompino perenne, una Maddalena che non disdegnava l’inculata, una bagascia capace di copulare a macina lunga.

Quelle che la Bianca Deissi™ ⁞ Era Adriana Ivancich 1950’s la figura della Bianca Deissi™ ?

V.S.Gaudio e Adriana Ivancich | L’immagine a somiglianza?
Intervista di Simona Pisani a V.S.Gaudio ░
SP| E’ vero che molti, alcuni addirittura te lo scrissero, in merito a quella tua fotografia quando hai cominciato a firmare la rubrica psicanalitica per “Astra” del “Corriere della Sera”, ti dissero che c’era qualcosa, un quid, una sorta di punctum, che ti faceva assomigliare alla giovane Adriana Ivancich?
VS| Sì, è vero. All’inizio non riuscivo a spiegarmi la cosa, anche perché non avevo mai visto la Ivancich nemmeno in fotografia, figuriamoci dove la trovavo una sua foto relativa al 1950 e al 1951! SP| Poi la trovasti?

VS| No. Passò del tempo. Una vita, forse. O forse due. Ricevevo strane lettere: quelli che, quando ancora non c’erano i troll e il web, scrivevano a cazzo per attaccarti e molestarti, che so…dicevano che non capivano la mia poesia ( o era difficile, e dovevo farla facile, come ti permetti di scrivere "alto"?) anche quando, metti che era una Lebenswelt e, l’av…